Società agricola

Allegato “B” al Repertorio n. 61.404 e Fascicolo n. 26.375.

 

S T A T U T O

 

TITOLO I

DENOMINAZIONE – SEDE – DURATA

Art. 1 (Costituzione e denominazione)

E’ costituita, ai sensi della Legge 381/1991, con sede nel comune di Sesto Fiorentino la Società Cooperativa denominata “COOPERATIVA SOCIALE LA FONTE – Società Cooperativa Agricola”.

La Cooperativa potrà istituire, con delibera del Consiglio di Amministrazione, succursali, agenzie e rappresentanze anche altrove, mentre l’istituzione di sedi secondarie sarà deliberata dall’Assemblea dei soci.

Art. 2 (Durata)

La Cooperativa ha durata fino al 31 dicembre 2032 e potrà essere prorogata con deliberazione dell’Assemblea straordinaria, salvo il diritto di recesso per i soci dissenzienti.

 

TITOLO II

SCOPO – OGGETTO

Art. 3 (Scopo mutualistico)

La Cooperativa, conformemente alla Legge 381/1991, non ha scopo di lucro e si propone di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini mediante lo svolgimento di attività d’impresa indicate nel successivo art. 4 finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, di cui alla lettera b) dell’art. 1 e all’art. 4 della Legge 381/91.

La Cooperativa si ispira ai principi che sono alla base del movimento cooperativo mondiale ed in rapporto ad essi agisce.

Questi principi sono: la mutualità, la solidarietà, la democraticità, l’impegno, l’equilibrio delle responsabilità rispetto ai ruoli, lo spirito comunitario, il legame con il territorio, un equilibrato rapporto con lo Stato e le istituzioni pubbliche.

La Società svolge la sua attività nell’ambito della integrale applicazione della Costituzione della Repubblica Italiana, secondo i principi dalla stessa proclamati; persegue le riforme di struttura economiche e sociali in essa contenute, e quindi promuove proprie iniziative anche in forma unitaria con le forze sindacali; aderisce o partecipa alle iniziative promosse dalle organizzazioni cooperative, sindacali e contadine, volte a propugnare la realizzazione dei principi di cui sopra.

La Società, nello spirito ed in conformità alle vigenti legislazioni sull’occupazione giovanile, si propone di favorire ai giovani l’accesso al lavoro agricolo in modo dignitoso, contribuendo all’affermazione dell’importanza primaria del lavoro agricolo e con ciò perseguendo esclusivamente finalità di solidarietà sociale inerenti istruzione e formazione nonché di tutela della natura e dell’ambiente.

In particolare la Società si propone, attraverso il lavoro, di:

  • lenire il disagio, impedire l’emarginazione, condurre alla piena dignità persone a rischio di esclusione sociale in un’ottica di rafforzamento e sostegno alla normalità;
  • creare un  ambiente capace di vera accoglienza, rispettoso della persona e in grado di valorizzare e sviluppare le più piccole e nascoste capacità delle persone svantaggiate;
  • condividere le ansie e le preoccupazioni con coloro che si occupano di queste persone, cercando risposte concrete e adeguate ai loro bisogni;
  • dare occupazione costante, attiva e reale alle persone inserite nelle attività della Società, secondo le capacità di ciascuno;
  • favorire l’integrazione delle persone nel gruppo lavorativo in costante relazione e confronto con il mondo esterno.

La Cooperativa intende realizzare i propri scopi sociali anche mediante il coinvolgimento delle risorse della comunità, dei volontari e di enti con finalità di solidarietà sociale, attuando in questo modo – grazie anche all’apporto dei soci lavoratori – l’autogestione responsabile dell’impresa.

La Cooperativa, per poter curare nel miglior modo gli interessi dei soci e lo sviluppo socio economico e culturale delle comunità, si propone di cooperare attivamente, con altri enti cooperativi, altre imprese ed imprese sociali e organismi del Terzo Settore, su scala locale, nazionale ed internazionale.

La Cooperativa è retta e disciplinata secondo il principio della mutualità senza fini di speculazione privata ed ha per scopo quello di contribuire a creare le condizioni favorevoli per il razionale sfruttamento dei terreni agricoli, per l’applicazione delle tecniche agrarie più moderne, rendendo elastica la dimensione delle aziende, delle colture, degli allevamenti e delle attività loro connesse, assicurando un aumento della produttività del lavoro agricolo.

La Cooperativa si propone quindi di garantire, tramite la gestione in forma associata, continuità di occupazione lavorativa e le migliori condizioni economiche, sociali e professionali per i soci lavoratori.

La Cooperativa può svolgere la propria attività anche con terzi.

A norma della Legge 3 aprile 2001 n. 142 e successive modificazioni e integrazioni, il socio lavoratore stabilisce successivamente all’instaurazione del rapporto associativo un ulteriore rapporto di lavoro, in forma subordinata o autonoma, o in qualsiasi altra forma, consentita dalla legislazione vigente, compreso il rapporto di associazione in partecipazione, con cui contribuisce comunque al raggiungimento dello scopo sociale.

La Cooperativa aderisce alla Confederazione Cooperative Italiane.

Art. 4 (Oggetto sociale)

Considerato lo scopo mutualistico, così come definito all’articolo precedente, nonché i requisiti e gli interessi dei soci più oltre determinati, la Cooperativa ha come oggetto l’esercizio di attività agricole ai sensi dell’art. 2135 del Codice Civile, con particolare riferimento alla coltivazione dei terreni e al lavoro agricolo. La Cooperativa potrà, altresì, gestire aziende agricole, curare il recupero e la manutenzione di aree rurali, parchi ed aree verdi, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione e ospitalità così come definito dalla legge.

In particolare la Società potrà:

a) comprare, o assumere in affitto, in comodato o in qualunque altra forma, terreni agricoli o boschivi e fabbricati rurali, per coltivarli ed utilizzarli in conduzione diretta;

b) acquistare o noleggiare e gestire macchine agricole e gli strumenti tecnici occorrenti per l’agricoltura anche perseguendone la gestione in forma associata con altre Società cooperative e con altri produttori agricoli;

c) gestire la raccolta dei prodotti agricoli e zootecnici, curarne la conservazione, provvedere alla loro trasformazione e alla loro vendita, sia direttamente sia aderendo e partecipando ad organismi cooperativistici o ad associazioni di produttori, organismi e associazioni che si pongano come obiettivo immediato e futuro, il potenziamento del potere contrattuale dei produttori agricoli, l’eliminazione della rete di intermediazione, e quindi la partecipazione diretta sul mercato;

d) assumere appalti o subappalti per l’esecuzione di lavori agricoli in genere connessi con le proprie capacità produttive di servizi o di lavori, in opere di manutenzione ambientale finalizzati alla cura e manutenzione del territorio, ivi compresi quelli connessi con il patrimonio edilizio, sia con privati che con enti pubblici;

e) acquistare, assumere in locazione o in comodato fabbricati da adibire agli usi inerenti alla conduzione agricola e alla trasformazione dei prodotti o comunque finalizzati al raggiungimento degli scopi sociali, ai servizi amministrativi e legislativi della Cooperativa, nonché gli alloggi per chiunque sarà necessario in quanto finalizzato al raggiungimento degli scopi sociali;

f) gestire allevamenti zootecnici, avicoli, e ogni altro genere di allevamento ai fini della migliore utilizzazione e remunerazione dei prodotti e sottoprodotti aziendali: quanto sopra anche in forma associativa come previsto dalla lettera d);

g) promuovere il miglioramento tecnico e produttivo della terra e degli allevamenti, la sistemazione razionale dei fabbricati e delle abitazioni;

h) favorire la vita comunitaria, presso la Cooperativa o le filiali, succursali o simili ovunque costituite, dei soci, delle loro famiglie e delle persone comunque interessate dall’attività della Cooperativa per il raggiungimento degli scopi sociali;

i) assumere mutui passivi, scoperti di conto corrente bancario, finanziamenti agrari e ordinari a breve, medio e lungo termine, con la prestazione delle garanzie anche reali sui beni sociali, che di volta in volta saranno richieste;

l) accogliere, ospitare, assistere e riabilitare disadattati e portatori di handicap, anche minori, nonché promuovere il lavoro volontario di soci e non soci comunque finalizzato al raggiungimento degli scopi sociali;

m) ricevere da enti pubblici e da privati contributi sia per l’esercizio dell’attività agricola, sia per il concorso alle spese per l’inserimento nell’attività agricola e per l’opera di recupero delle persone a rischio di marginalità sociale;

n) esercitare la prestazione di servizi agricoli o di qualunque genere, finalizzati alla riabilitazione ed al recupero di persone socialmente disadattate o di portatori di handicap, quali l’attività di frangitura di olive, il giardinaggio e la cura del verde in genere, il maneggio e l’attività di custodia di animali e cose, e comunque tutto ciò che sia considerato utile od opportuno per il raggiungimento degli scopi sociali;

o) promuovere la formazione dei soci e/o dei dipendenti e/o di qualunque persona immessa nelle attività della società direttamente o avvalendosi delle strutture di organizzazioni esterne.

La Cooperativa potrà quindi svolgere qualunque attività connessa o affine a quelle sopraelencate, potrà compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazioni di natura immobiliare, mobiliare, commerciale, industriale e finanziaria necessarie al raggiungimento degli scopi sociali, direttamente o indirettamente loro connessi, attinenti ai medesimi con esclusione delle attività tipiche di intermediazione mobiliare o di intermediazione finanziaria.

Le attività di cui al presente oggetto sociale saranno svolte nel rispetto delle vigenti norme in materia di esercizio di professioni riservate per il cui esercizio è richiesta l’iscrizione in appositi albi o elenchi.

La Cooperativa potrà partecipare a gare d’appalto indette da Enti Pubblici o Privati, direttamente o indirettamente anche in A.T.I., per lo svolgimento delle attività previste nel presente statuto; potrà richiedere ed utilizzare le provviste disposte dalla CEE, dallo Stato, dalla Regione, dagli Enti locali o organismi Pubblici o Privati interessati allo sviluppo della cooperazione.

La Cooperativa potrà inoltre compiere tutti gli atti e negozi giuridici necessari o utili alla realizzazione degli scopi sociali, ivi compresa la costituzione di fondi per lo sviluppo tecnologico o per la ristrutturazione o per il potenziamento aziendale e l’adozione di procedure di programmazione pluriennale finalizzate allo sviluppo o all’ammodernamento aziendale, ai sensi della legge 31 gennaio 1992 n. 59 ed eventuali norme modificative ed integrative; potrà, inoltre, emettere obbligazioni ed altri strumenti finanziari ed assumere partecipazioni in imprese o altri enti a scopo di stabile investimento e non di collocamento sul mercato.

La Cooperativa può ricevere prestiti da soci, finalizzati al raggiungimento dell’oggetto sociale, secondo i criteri ed i limiti fissati dalla legge e dai regolamenti. Le modalità di svolgimento di tale attività sono definite con apposito regolamento approvato dall’Assemblea dei soci.

 

TITOLO III

SOCI COOPERATORI

Art. 5 (Soci)

Il numero dei soci è illimitato e non può essere inferiore al minimo stabilito dalla legge.

I soci:

  • concorrono alla gestione dell’impresa partecipando alla formazione degli organi sociali e alla definizione della struttura di direzione e conduzione dell’impresa;
  • partecipano all’elaborazione di programmi di sviluppo e alle decisioni concernenti le scelte strategiche, nonché alla realizzazione dei processi produttivi dell’azienda;
  • contribuiscono alla formazione del capitale sociale e partecipano al rischio d’impresa.

Possono essere soci cooperatori le persone fisiche appartenenti alle seguenti categorie:

a) soci lavoratori che per i requisiti tecnico-professionali, la loro capacità effettiva di lavoro, attitudine e specializzazione possono partecipare direttamente ai lavori della cooperativa – in rapporto allo stato di attività ed al volume di lavoro disponibile – e svolgere la loro attività lavorativa per il raggiungimento degli scopi sociali, tra cui in particolare il sostegno alle persone svantaggiate;

b) soci volontari che prestano la loro attività gratuitamente, esclusivamente per fini di solidarietà ai sensi, per gli effetti e con i limiti della Legge n. 381/91. Ai sensi della normativa vigente i soci volontari devono essere iscritti in una sezione separata del libro soci;

c) soci sovventori, che sostengono i programmi di sviluppo, di ristrutturazione o di potenziamento dell’attività aziendale.

Possono altresì essere socie persone giuridiche pubbliche o private la cui natura e attività siano coerenti con quelle della Società.

Possono infine essere soci Associazioni ed Enti comunque costituiti che siano in grado di concorrere al raggiungimento degli scopi sociali.

Ogni socio è iscritto nel Libro dei Soci, in una apposita sezione in base alla appartenenza a ciascuna della categorie indicate.

I soci dovranno:

a) essere di buona condotta civile e morale;

b) impegnarsi a non svolgere attività concorrenziali con quelle della Cooperativa, nè direttamente nè per interposta persona;

c) impegnarsi a prestare la propria attività con diligenza secondo le modalità e le direttive degli organi della Cooperativa e ad osservare lealmente le disposizioni del presente statuto, le delibere degli organi sociali e le norme del regolamento interno.

Art. 6 (Categoria speciale di soci)

La Cooperativa potrà istituire una categoria speciale di soci cooperatori ai sensi dell’art. 2527, comma 3 del Codice Civile, i cui diritti ed obblighi sono disciplinati dal presente articolo.

Il numero dei soci ammessi alla categoria speciale non potrà in ogni caso superare un terzo del numero totale dei soci.

In tale categoria speciale potranno essere ammessi solo soci lavoratori comunque in possesso dei requisiti di cui all’art. 5 del presente statuto che intendano completare la loro formazione o valutare in modo graduale il proprio inserimento nella cooperativa.

La durata dell’appartenenza del socio a tale categoria speciale verrà fissata, nei limiti di legge, dal Consiglio di Amministrazione al momento dell’ammissione.

Il socio appartenente alla categoria speciale ha diritto di voto solo nelle deliberazioni relative all’approvazione del bilancio e non può rappresentare altri soci.

I soci appartenenti alla categoria speciale non possono essere eletti nel Consiglio di Amministrazione della Cooperativa e non godono dei diritti di cui agli artt. 2422 e 2545 bis del Codice Civile.

Oltre che nei casi previsti dalla legge e dall’art. 10 del presente statuto, il socio appartenente alla categoria speciale può recedere in qualsiasi momento, salvo l’eventuale risarcimento del danno, con un preavviso di almeno tre mesi. Il recesso ha effetto tanto con riguardo al rapporto sociale che al rapporto mutualistico, allo spirare del suddetto termine.

Costituiscono cause di esclusione del socio appartenente alla speciale categoria, oltre a quelle individuate dall’art. 11 del presente statuto:

a) la carente partecipazione alle Assemblee sociali ed ai momenti di partecipazione predisposti dalla Cooperativa;

b) l’inosservanza dei doveri di leale collaborazione con la compagine societaria;

c) l’inadeguatezza del socio, alla luce dei risultati raggiunti nel periodo di formazione svolto, con conseguente inopportunità del suo inserimento nell’impresa;

d) la mancata partecipazione, senza giustificato motivo, ad almeno due riunioni assembleari.

Verificatasi una causa di esclusione, il socio appartenente alla speciale categoria potrà essere escluso dal Consiglio di amministrazione anche prima della scadenza del periodo fissato al momento della sua ammissione.

Qualora, al termine del suddetto periodo, il socio appartenente alla categoria speciale intenda essere ammesso a godere dei diritti spettanti ai soci ordinari dovrà presentare apposita domanda al Consiglio di Amministrazione. Il passaggio alla categoria ordinaria di socio cooperatore deve essere comunicato all’interessato e annotato a cura del Consiglio di Amministrazione nel libro dei soci.

In caso di mancato accoglimento il Consiglio di Amministrazione deve notificare la deliberazione all’interessato entro 60 (sessanta) giorni dal ricevimento della domanda.

Art. 7 (Domanda di ammissione)

Chi intende essere ammesso come socio dovrà presentare al Consiglio di Amministrazione domanda scritta che dovrà contenere, se trattasi di persona fisica:

a) l’indicazione delle complete generalità del richiedente;

b) l’indicazione della attività eventualmente svolta;

c) la categoria di socio a cui si chiede di essere iscritto;

d) la dichiarazione di conoscere ed accettare integralmente il presente statuto, di attenersi alle deliberazioni legalmente adottate dagli organi sociali;

e) la dichiarazione di impegno al versamento della quota sociale in caso di ammissione;

f) la espressa e separata dichiarazione di accettazione della clausola arbitrale contenuta negli artt. 39 e seguenti del presente statuto.

Nel caso di persona giuridica, oltre a quanto previsto nei precedenti punti b), c), d), e) ed f) relativi alle persone fisiche, la domanda di ammissione dovrà contenere le seguenti informazioni:

a) la ragione sociale o la denominazione, la forma giuridica e la sede legale;

b) la deliberazione dell’organo sociale che ha autorizzato la domanda;

c) il nome della persona delegata a rappresentarla nei rapporti con la Cooperativa.

Il Consiglio di Amministrazione, accertata l’esistenza dei requisiti di cui al precedente art. 5, delibera insindacabilmente sulla domanda secondo criteri non discriminatori, coerenti con lo scopo mutualistico e l’attività economica svolta.

La deliberazione di ammissione deve essere comunicata all’interessato e annotata, a cura del Consiglio di Amministrazione, sul libro dei soci.

Il Consiglio di Amministrazione deve, entro 60 (sessanta) giorni, motivare la deliberazione di eventuale rigetto della domanda di ammissione e comunicarla agli interessati.

Art. 8 (Obblighi del socio)

Fermi restando gli altri obblighi nascenti dalla legge e dallo statuto, i soci sono obbligati:

a) al versamento, con le modalità e nei termini fissati dal Consiglio di amministrazione:

– della quota associativa per l’importo risultante dall’Atto Costitutivo;

– del diverso importo che potrà essere deliberato eventualmente determinato dall’Assemblea per le successive ammissioni;

b) all’osservanza dello statuto, dei regolamenti interni e delle deliberazioni adottate dagli organi sociali.

Per tutti i rapporti con la Cooperativa il domicilio dei soci è quello risultante dal libro soci. La variazione del domicilio del socio ha effetto dalla ricezione della relativa comunicazione da effettuarsi con lettera raccomandata alla Cooperativa.

Art. 9 (Perdita della qualità di socio)

La qualità di socio si perde:

  • per recesso, esclusione, fallimento o per causa di morte se trattasi di persona fisica;
  • per recesso, esclusione, fallimento, scioglimento o liquidazione se il socio è diverso da persona giuridica.

Art. 10 (Recesso del socio)

Oltre che nei casi previsti dalla legge, può recedere il socio:

a) che abbia perduto i requisiti per l’ammissione;

b) che non si trovi più in grado di partecipare al raggiungimento degli scopi sociali;

c) che cessi in via definitiva il rapporto di lavoro con la cooperativa o l’attività di volontariato presso la stessa.

La domanda di recesso deve essere comunicata con raccomandata alla Società. Il Consiglio di Amministrazione deve esaminarla, entro 60 (sessanta) giorni dalla ricezione.

Se non sussistono i presupposti del recesso, il Consiglio di Amministrazione deve darne immediata comunicazione al socio, che entro 60 (sessanta) giorni dal ricevimento della comunicazione, può ricorrere al Collegio arbitrale con le modalità previste ai successivi artt. 39 e seguenti.

Il recesso ha effetto per quanto riguarda il rapporto sociale dalla comunicazione del provvedimento di accoglimento della domanda.

Per i rapporti mutualistici tra socio cooperatore e Società, il recesso ha effetto con la chiusura dell’esercizio in corso, se comunicato tre mesi prima, e, in caso contrario, con la chiusura dell’esercizio successivo. Tuttavia, il Consiglio di amministrazione potrà, su richiesta dell’interessato, far decorrere l’effetto del recesso dalla comunicazione del provvedimento di accoglimento della domanda.

Art. 11 (Esclusione) 

L’esclusione può essere deliberata dal Consiglio di amministrazione, oltre che nei casi previsti dalla legge, nei confronti del socio:

a) che non sia più in grado di concorrere al raggiungimento degli scopi sociali, oppure che abbia perduto i requisiti richiesti per l’ammissione;

b) che non adempia alla propria prestazione mutualistica con diligenza e comunque, nel caso di socio lavoratore, qualora incorra in una delle cause di interruzione del rapporto di lavoro previsto nel CCNL di riferimento, indicato nel regolamento interno redatto ai sensi dell’art. 6 della Legge 142/01 e nel caso di socio volontario che abbia cessato l’attività di volontariato presso la cooperativa così come meglio specificato nel Regolamento;

c) che risulti gravemente inadempiente per le obbligazioni che derivano dalla legge, dallo statuto, dai Regolamenti che derivano dal rapporto mutualistico, nonché dalle deliberazioni adottate dagli organi sociali;

d) che non osservi il presente statuto, i regolamenti sociali, le deliberazioni adottate dagli organi sociali, salva la facoltà del Consiglio di Amministrazione di accordare al socio un termine non superiore a 60 (sessanta) giorni per adeguarsi;

e) che non adempia al versamento delle quote sottoscritte o ai pagamenti di somme dovute alla Società a qualsiasi titolo nei termini e nei modi indicati dal Consiglio di Amministrazione;

f) che non partecipi, senza giustificato motivo, ad iniziative sociali dimostrando disinteresse nella propria permanenza in società o che non partecipi, senza giustificato motivo, a due assemblee consecutive;

g) che svolga o tenti di svolgere attività in concorrenza con la Cooperativa, o che presti la propria opera presso imprese private o pubbliche, senza l’esplicita autorizzazione del Consiglio di Amministrazione.

Il socio lavoratore potrà, infine, essere escluso quando il rapporto di lavoro venga a cessare per qualsiasi ragione o causa.

Contro la deliberazione di esclusione il socio può proporre opposizione al Collegio arbitrale ai sensi degli artt. 39 e seguenti, nel termine di 60 giorni dalla comunicazione. Lo scioglimento del rapporto sociale determina anche la risoluzione dei rapporti mutualistici pendenti.

L’esclusione diventa operante dall’annotazione nel libro dei soci, da farsi a cura del Consiglio di Amministrazione.

Art. 12 (Delibere di recesso ed esclusione)

Le deliberazioni assunte in materia di recesso ed esclusione sono comunicate ai soci destinatari mediante raccomandata con ricevuta di ritorno. Le controversie che insorgessero tra i soci e la Cooperativa in merito ai provvedimenti adottati dal Consiglio di Amministrazione su tali materie sono demandate alla decisione del Collegio arbitrale, regolato dagli artt. 39 e seguenti del presente statuto.

L’impugnazione dei menzionati provvedimenti è promossa, a pena di decadenza, con atto pervenuto alla Cooperativa a mezzo raccomandata entro 60 giorni dalla data di comunicazione dei provvedimenti stessi.

Art. 13 (Liquidazione)

I soci receduti od esclusi hanno diritto al rimborso esclusivamente delle quote interamente liberate, la cui liquidazione avrà luogo sulla base del bilancio dell’esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale, limitatamente al socio, diventa operativo e, comunque, in misura mai superiore all’importo effettivamente versato e rivalutato.

La liquidazione comprende anche il rimborso del sovrapprezzo, ove versato, qualora sussista nel patrimonio della Società.

Il pagamento è effettuato entro 180 giorni dall’approvazione del bilancio stesso.

Art. 14 (Morte del socio)

In caso di morte del socio, gli eredi o legatari del socio defunto hanno diritto di ottenere il rimborso delle quote interamente liberate.

Gli eredi e legatari del socio deceduto dovranno presentare, unitamente alla richiesta di liquidazione del capitale di spettanza, atto notorio o altra idonea documentazione, dalla quale risultino gli aventi diritto.

Nell’ipotesi di più eredi o legatari essi, entro 6 mesi dalla data del decesso dovranno indicare quello tra essi che li rappresenterà di fronte alla Società.

In difetto di tale designazione si applica l’art. 2347, commi 2 e 3 del Codice Civile.

Art. 15 (Termini di decadenza, limitazioni al rimborso, responsabilità dei soci cessati)

La Cooperativa non è tenuta al rimborso delle quote in favore dei soci receduti od esclusi o degli eredi del socio deceduto, ove questo non sia stato richiesto entro i 5 anni dalla data di approvazione del bilancio dell’esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale è divenuto operativo.

Il valore delle quote per le quali non sarà richiesto il rimborso nel termine suddetto sarà devoluto, con deliberazione del Consiglio di Amministrazione, alla riserva legale.

I soci esclusi per i motivi indicati nell’art. 11, lettere b), c), d), e) ed f) dovranno provvedere al risarcimento dei danni e al pagamento dell’eventuale penale, ove determinata dal regolamento.

La Cooperativa può compensare con il debito derivante dal rimborso delle quote, del sovrapprezzo, o del pagamento della prestazione mutualistica e del rimborso dei prestiti, il credito derivante da penali, ove previste da apposito regolamento, da risarcimento danni e da prestazioni mutualistiche fornite anche fuori dai limiti di cui all’art. 1243 del Codice Civile.

Il socio che cessa di far parte della Società risponde verso questa, per il pagamento dei conferimenti non versati, per un anno dal giorno in cui il recesso o la esclusione hanno avuto effetto.

Se entro un anno dallo scioglimento del rapporto associativo si manifesta l’insolvenza della Società, il socio uscente è obbligato verso questa nei limiti di quanto ricevuto.

Nello stesso modo e per lo stesso termine sono responsabili verso la Società gli eredi del socio defunto.

 

TITOLO IV

SOCI SOVVENTORI

Art. 16 (Soci sovventori)

Ferme restando le disposizioni di cui al Titolo III del presente statuto, possono essere ammessi alla Cooperativa soci sovventori, di cui all’art. 4 della Legge 31 gennaio 1992 n. 59.

Art. 17 (Conferimento e quote dei soci sovventori)

I conferimenti dei soci sovventori possono avere ad oggetto denaro, beni in natura o crediti, e sono rappresentati da quote nominative trasferibili né inferiori né superiori ai limiti di legge.

Art. 18 (Alienazione delle quote dei soci sovventori)

Salvo che sia diversamente disposto dall’Assemblea ordinaria in occasione della emissione dei titoli, le quote dei sovventori possono essere sottoscritte e trasferite esclusivamente previo gradimento del Consiglio di Amministrazione.

In caso di mancato gradimento del soggetto acquirente indicato dal socio che intende trasferire i titoli, il Consiglio di amministrazione provvederà ad indicarne altro gradito e, in mancanza, il socio potrà vendere a chiunque.

Il socio che intenda trasferire le quote deve comunicare al Consiglio di Amministrazione il proposto acquirente e lo stesso deve pronunciarsi entro 60 (sessanta) giorni dal ricevimento della comunicazione.

Art. 19 (Deliberazione di emissione)

L’emissione delle quote destinate ai soci sovventori deve essere disciplinata con deliberazione dell’Assemblea ordinaria, con la quale devono essere stabiliti:

a) l’importo complessivo dell’emissione;

b) l’eventuale esclusione o limitazione, motivata dal Consiglio di Amministrazione, del diritto di opzione dei soci cooperatori sulle quote emesse;

c) il termine minimo di durata del conferimento;

d) i diritti patrimoniali in caso di recesso.

A tutti i detentori delle quote di sovvenzione, ivi compresi i destinatari delle quote che siano anche soci cooperatori, spettano da 1 a 5 voti, in relazione all’ammontare dei conferimenti, secondo i criteri fissati al successivo art. 30.

I soci sovventori non possono esprimere più di un terzo dei voti spettanti all’insieme dei soci presenti o rappresentati in assemblea generale.

Qualora, per qualunque motivo, si superi tale limite, l’incidenza dei voti spettanti ai soci sovventori sarà ridotta, applicando un coefficiente correttivo determinato dal rapporto tra il numero massimo dei voti ad essi attribuiti per legge e il numero di voti da essi portati.

Fatta salva l’eventuale attribuzione di privilegi patrimoniali ai sensi della precedente lettera d), qualora si debba procedere alla riduzione del capitale sociale a fronte di perdite, queste ultime graveranno anche sul fondo costituito mediante i conferimenti dei sovventori in proporzione al rapporto tra questo ed il capitale conferito dai soci cooperatori.

La deliberazione dell’Assemblea stabilisce altresì i compiti che vengono attribuiti al Consiglio di Amministrazione ai fini dell’emissione dei titoli.

Art. 20 (Recesso dei soci sovventori)

Oltre che nei casi previsti dall’art. 2437 del Codice Civile, ai soci sovventori il diritto di recesso spetta qualora sia decorso il termine minimo di durata del conferimento stabilito dall’Assemblea in sede di emissione delle quote a norma del precedente articolo.

Ai soci sovventori non si applicano le disposizioni concernenti i requisiti di ammissione e le cause di incompatibilità previste per i soci cooperatori.

 

TITOLO V

PATRIMONIO SOCIALE ED ESERCIZIO SOCIALE

Art. 21 (Elementi costitutivi)

Il patrimonio della Cooperativa è costituito:

a) dal capitale sociale, che è variabile ed è formato:

1) dai conferimenti effettuati dai soci cooperatori, rappresentati da quote ciascuna di valore complessivo né inferiore né superiore ai limiti di legge;

2) dai conferimenti effettuati dai soci sovventori, confluenti nel Fondo per il potenziamento aziendale;

b) dalla riserva legale indivisibile formata con gli utili di cui all’art. 23 e con il valore delle quote eventualmente non rimborsate ai soci receduti o esclusi ed agli eredi di soci deceduti;

c) dalla riserva straordinaria;

d) da ogni altra riserva costituita dall’Assemblea e/o prevista per legge o per statuto.

Le riserve indivisibili per disposizione di legge o per statuto non possono essere ripartite tra i soci né durante la vita sociale né all’atto dello scioglimento della Società.

Art. 22 (Vincoli sulle quote e loro alienazione)

Le quote non possono essere sottoposte a pegno o a vincoli volontari, né essere cedute con effetto verso la Società senza l’autorizzazione del Consiglio di Amministrazione.

Il socio che intende trasferire, anche in parte, le proprie quote deve darne comunicazione al Consiglio di Amministrazione con lettera raccomandata, fornendo le indicazioni relative al potenziale acquirente previste nel precedente art. 7, controfirmate per conferma e accettazione dal potenziale acquirente e salva la sua responsabilità patrimoniale per eventuali dichiarazioni mendaci.

Il provvedimento che concede o nega l’autorizzazione deve essere comunicato al socio entro 60 (sessanta) giorni dal ricevimento della richiesta.

Decorso tale termine, il socio è libero di trasferire la propria partecipazione e la Società deve iscrivere nel libro dei soci l’acquirente che abbia i requisiti previsti per divenire socio.

Il provvedimento che nega al socio l’autorizzazione deve essere motivato. Contro il diniego il socio entro 60 (sessanta) giorni dal ricevimento della comunicazione può proporre opposizione al Collegio arbitrale.

Art. 23 (Bilancio di esercizio)

L’esercizio sociale va dal 1 (primo) gennaio al 31 dicembre di ogni anno.

Alla fine di ogni esercizio sociale il Consiglio di Amministrazione provvede alla redazione del progetto di bilancio.

Il progetto di bilancio deve essere presentato all’Assemblea dei soci per l’approvazione entro 120 (centoventi) giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale, ovvero entro 180 (centottanta) giorni qualora lo richiedano fondate ragioni relative alla struttura ed all’oggetto della Società.

Il Bilancio annuale deve rispettare i seguenti criteri:

  • è fatto divieto di distribuire ai soci, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita della Cooperativa a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge – in particolare nell’ambito della cooperazione – o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura o siano effettuate a favore di altre ONLUS su proposta del Consiglio di Amministrazione;
  • gli avanzi di gestione dovranno comunque esser impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

L’Assemblea che approva il bilancio delibera sulla destinazione degli avanzi di gestione annuali destinandoli:

a) a riserva legale indivisibile nella misura non inferiore al 30% (trenta per cento);

b) al Fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione di cui all’art. 11 della Legge 31 gennaio 1992 n. 59, nella misura prevista dalla legge medesima;

c) ad eventuale rivalutazione del capitale sociale, nei limiti ed alle condizioni previsti dall’art. 7 della Legge 31 gennaio 1992 n. 59;

d) ad eventuali dividendi in misura non superiore al limite stabilito dal codice civile per le cooperative a mutualità prevalente.

L’Assemblea può, in ogni caso, destinare gli utili, ferme restando le destinazioni obbligatorie per legge, alla costituzione di riserve indivisibili, oppure a riserve divisibili tra i soci non cooperatori.

La Cooperativa può utilizzare le riserve divisibili per distribuire i dividendi ai soci non cooperatori nella misura massima prevista dalla legge per le cooperative a mutualità prevalente e per remunerare gli altri strumenti finanziari dei soci non cooperatori.

L’Assemblea può sempre deliberare la distribuzione di utili ai soli soci finanziatori nella misura massima prevista per le cooperative a mutualità prevalente.

Art. 24 (Ristorni)

Il Consiglio di Amministrazione che redige il progetto di bilancio di esercizio, può appostare somme al conto economico a titolo di ristorno a favore dei lavoratori e fruitori qualora lo consentano le risultanze dell’attività mutualistica.

L’Assemblea, in sede di approvazione del bilancio, delibera sulla destinazione del ristorno che potrà essere attribuito mediante una o più delle seguenti forme:

  • erogazione diretta;
  • aumento del numero delle quote detenute da ciascun socio.
  • emissione di obbligazioni;
  • emissione di quote di sovvenzione e di partecipazione cooperativa.

La ripartizione del ristorno ai singoli soci lavoratori dovrà, in ogni caso, essere effettuata considerando la quantità e qualità degli scambi mutualistici intercorrenti fra la Cooperativa ed il socio stesso secondo quanto previsto in apposito regolamento.

 

TITOLO VI

ORGANI SOCIALI

Art. 25 (Organi)

Sono organi della Società:

a) l’Assemblea dei soci;

b) il Consiglio di Amministrazione;

c) il Collegio dei Sindaci, se nominato.

Art. 26 (Assemblee)

L’Assemblea regolarmente costituita rappresenta l’universalità dei soci e le sue deliberazioni, prese in conformità della Legge e del presente statuto, vincolano tutti i soci ancorché assenti o dissenzienti.

La convocazione dell’Assemblea deve effettuarsi mediante lettera raccomandata o altro mezzo idoneo, o consegnata a mano con firma del ricevente, oppure mediante avviso da affiggersi in modo ben visibile nei locali della sede sociale, almeno 10 (dieci) giorni prima dell’adunanza, contenente l’ordine del giorno, il luogo (nella sede sociale o altrove purché in Italia), la data e l’ora della prima e della seconda convocazione, che deve essere fissata in un giorno diverso da quello della prima.

Anche in difetto di formale convocazione l’Assemblea è validamente costituita qualora siano presenti tutti i soci con diritto di voto e tutti gli Amministratori e Sindaci e nessuno si oppone alla trattazione degli argomenti.

Art. 27 (Funzioni dell’Assemblea)

L’Assemblea:

  1. approva il bilancio e destina gli avanzi di gestione;
  2. delibera sulla emissione delle quote destinate ai soci sovventori stabilendone gli importi ed i caratteri di cui al precedente art. 17, nonché sui voti spettanti secondo i conferimenti;
  3. procede alla nomina del Consiglio di Amministrazione;
  4. procede alla eventuale nomina dei Sindaci e del Presidente del Collegio Sindacale;
  5. determina la misura dei compensi da corrispondere agli Amministratori ed ai Sindaci;
  6. approva i regolamenti interni;
  7. delibera sullo stato di crisi ai sensi della Legge n. 142/2001;
  8. delibera sulla responsabilità degli Amministratori e dei Sindaci.
  9. delibera di compiere operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell’oggetto sociale determinato nell’atto costitutivo o una rilevante modificazione dei diritti dei soci;
  10. provvede alle modifiche dell’Atto Costitutivo e dello statuto;
  11. delibera su tutti gli altri oggetti riservati alla sua competenza dalla legge e dal presente statuto.

L’Assemblea è straordinaria quando ha per oggetto modifiche a presente statuto, compresa la proroga di durata e lo scioglimento anticipato, nonché la nomina e poteri dei liquidatori, o istanza di amministrazione controllata.

E’ ordinaria in tutti gli altri casi.

Il verbale dell’Assemblea straordinaria deve essere redatto da un notaio.

L’Assemblea ordinaria ha luogo almeno una volta all’anno entro cinque mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale, per l’approvazione del bilancio sociale e per gli altri atti sociali.

Essa può essere convocata tutte le volte che il Consiglio di Amministrazione lo creda necessario, ovvero per la trattazione di argomenti che tanti soci che rappresentano almeno un terzo dei voti spettanti a tutti i soci sottopongano alla loro approvazione, facendone domanda scritta agli Amministratori.

Art. 28 (Costituzione e quorum deliberativi)

In prima convocazione l’Assemblea, in sede ordinaria e in sede straordinaria, è regolarmente costituita quando siano presenti o rappresentati la metà più uno dei soci aventi diritto al voto. 

In seconda convocazione l’Assemblea, ordinaria e straordinaria, è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci intervenuti o rappresentati aventi diritto al voto.

L’Assemblea delibera a maggioranza assoluta dei voti dei soci presenti o rappresentati su tutti gli oggetti posti all’ordine del giorno.

Art. 29 (Votazioni)

Per le votazioni si procederà normalmente col sistema della alzata di mano, salvo diversa deliberazione dell’Assemblea.

Dovrà essere adottata la votazione a scrutinio segreto qualora si trattino argomenti riferiti a specifiche persone.

Le elezioni delle cariche sociali saranno fatte a maggioranza relativa, ma potranno avvenire anche per acclamazione o con ogni altro mezzo ammesso dalla legge.

Art. 30 (Voto)

Nelle Assemblee hanno diritto al voto coloro che risultano iscritti nel libro dei soci da almeno 90 (novanta) giorni e che non siano in mora nei versamenti delle quote sottoscritte.

Ciascun socio persona fisica ha un solo voto, qualunque sia l’ammontare della sua partecipazione; i soci persone giuridiche potranno avere un massimo di 5 (cinque) voti come appresso specificato: un voto per capitale sottoscritto inferiore a Euro 2.500 (duemilacinquecento); due voti per capitale sottoscritto superiore a Euro 2.500 (duemilacinquecento) ed inferiore a Euro 5.000 (cinquemila); tre voti per capitale sottoscritto superiore a Euro 5.000 (cinquemila) ed inferiore a Euro 7.500 (settemilacinquecento); quattro voti per capitale sottoscritto superiore a Euro 7.500 (settemilacinquecento) ed inferiore a Euro 10.000 (diecimila); cinque voti per capitale sottoscritto superiore a Euro 10.000 (diecimila).

I soci che non possono intervenire personalmente all’Assemblea possono farsi rappresentare, mediante delega scritta, da un altro socio avente diritto al voto, appartenente alla medesima categoria di socio cooperatore o sovventore, che non sia Amministratore o Sindaco della Cooperativa.

Ciascun socio cooperatore non può rappresentare più di tre soci.

Il socio imprenditore individuale può farsi rappresentare nell’Assemblea anche dal coniuge, dai parenti entro il terzo grado o dagli affini entro il secondo che collaborano all’impresa.

La delega non può essere rilasciata con il nome del rappresentante in bianco.

Art. 31 (Presidenza dell’Assemblea)

L’Assemblea è presieduta dal presidente del Consiglio di Amministrazione ed in sua assenza dal Vice Presidente, ed in assenza anche di questi, dalla persona designata dall’Assemblea stessa, col voto della maggioranza dei presenti.

Essa provvede alla nomina di un segretario, anche non socio. La nomina del segretario non ha luogo quando il verbale è redatto da un notaio.

Art. 32 (Consiglio di Amministrazione)

La Società è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da un numero di Consiglieri variabile da tre a cinque, eletti dall’Assemblea ordinaria dei soci, che ne determina di volta in volta il numero.

La maggioranza dei componenti il Consiglio di Amministrazione è scelta tra i soci cooperatori, oppure tra le persone indicate dai soci cooperatori persone giuridiche.

Il Consiglio dura in carica tre anni, e scade alla data dell’Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio della carica e i suoi componenti sono rieleggibili.

Il Consiglio, ove non vi abbia provveduto l’Assemblea in sede di elezione, nomina nel suo seno il Presidente ed il Vice Presidente.

Art. 33 (Competenze e poteri del Consiglio di Amministrazione)

Gli Amministratori sono investiti dei più ampi poteri per la gestione della Società, esclusi solo quelli riservati all’Assemblea dalla legge.

In particolare il Consigli di Amministrazione:

a) cura l’esecuzione di tutte le delibere dell’Assemblea;

b) elabora e predispone i bilanci da presentare alla discussione e all’approvazione dell’Assemblea con l’osservanza delle pertinenti norme di legge;

c) fissa le direttive per la gestione dell’azienda sociale e per l’organizzazione dell’attività lavorativa dei soci;

d) delibera su tutti i rapporti contrattuali che interessano la Società, sulla stipula di contratti di qualunque natura e contenuto, compresi i contratti di acquisti immobiliari, di mutuo, di finanziamento ordinario ed agrario, di consensi ad iscrizioni ipotecarie sui beni della Società, di compra e di vendita di beni mobili compresi i mobili iscritti in pubblici registri;

e) assume e licenzia i dipendenti fissandone le mansioni e le retribuzioni;

f) delibera su quanto previsto nel presente Statuto come di competenza del Consiglio;

g) delibera sull’adesione della Cooperativa ad organizzazioni cooperativistiche e di produzione;

h) delibera su qualsiasi argomento attinente all’amministrazione della Società ed al compimento di tutti gli atti necessari o utili comunque preordinati all’attuazione degli scopi sociali.

Il Consiglio di Amministrazione può delegare parte delle proprie attribuzioni, ad eccezione delle materie previste dall’art. 2381 del Codice Civile, dei poteri in materia di ammissione, recesso ed esclusione dei soci e delle decisioni che incidono sui rapporti mutualistici con i soci, al Presidente e/o ad uno o più dei suoi componenti.

Nei limiti della delega ciascuno avrà la rappresentanza della Società di fronte a terzi.

E’ nei compiti del Presidente convocare il Consiglio di Amministrazione, fissare l’ordine del giorno, coordinare i lavori e provvedere affinché i consiglieri siano informati sulle materie iscritte all’ordine del giorno.

Il Consiglio di Amministrazione può nominare Direttori, Institori, Preposti e Procuratori speciali.

Art. 34 (Convocazioni e deliberazioni)

Il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Presidente nella sede sociale o in altro luogo, tutte le volte nelle quali vi sia materia su cui deliberare, oppure quando ne sia fatta domanda da almeno un terzo degli Amministratori.

Le adunanze del Consiglio di Amministrazione sono valide quando vi intervenga la maggioranza degli Amministratori in carica.

Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti e, in caso di parità, prevale il voto del Presidente del Consiglio di Amministrazione.

Art. 35 (Integrazione del Consiglio)

In caso di mancanza sopravvenuta di uno o più Amministratori, gli altri provvedono a sostituirli con deliberazione approvata dal Collegio Sindacale, se nominato, nei modi previsti dall’art. 2386 del Codice Civile, purché la maggioranza resti costituita da Amministratori nominati dall’Assemblea.

In caso di mancanza sopravvenuta dell’Amministratore Unico o di tutti gli Amministratori, la convocazione dell’Assemblea deve essere fatta d’urgenza dal Collegio Sindacale, se nominato, il quale può compiere nel frattempo gli atti di ordinaria amministrazione. In caso di mancanza del Collegio Sindacale, l’Amministratore unico o il Consiglio di Amministrazione sono tenuti a convocare l’Assemblea rimanendo in carica fino alla sostituzione.

Art. 36 (Compensi agli Amministratori)

Spetta all’Assemblea determinare i compensi dovuti agli Amministratori e ai membri del Comitato esecutivo, se nominato. Spetta al Consiglio di Amministrazione, sentito il parere del Collegio Sindacale, determinare il compenso dovuto agli Amministratori investiti di particolari cariche.

Art. 37 (Rappresentanza)

Il presidente del Consiglio di Amministrazione ha la rappresentanza della Cooperativa di fronte ai terzi e in giudizio.

La rappresentanza della Cooperativa spetta, nei limiti delle deleghe conferite, anche agli Amministratori delegati, se nominati.

In caso di assenza o di impedimento del Presidente, tutti i poteri a lui attribuiti spettano al Vice Presidente.

Il Presidente, previa apposita delibera del Consiglio di Amministrazione, potrà conferire speciali procure, per singoli atti o categorie di atti, ad altri Amministratori oppure ad estranei, con l’osservanza delle norme legislative vigenti al riguardo.

Art. 38 (Collegio Sindacale)

Il Collegio Sindacale, nominato se obbligatorio per legge o se comunque nominato dall’Assemblea, si compone di tre membri effettivi, eletti dall’Assemblea.

Devono essere nominati dall’Assemblea anche due Sindaci supplenti.

Il Presidente del Collegio Sindacale è nominato con decisione dei soci.

I Sindaci restano in carica per tre esercizi e scadono alla data dell’Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica.

Essi sono rieleggibili.

La retribuzione annuale dei Sindaci è determinata dall’Assemblea all’atto della nomina, per l’intero periodo di durata del loro ufficio.

Il Collegio Sindacale esercita anche il controllo contabile ed è quindi integralmente composto da revisori contabili iscritti nel Registro istituito presso il Ministero della Giustizia.

 

TITOLO VII

CONTROVERSIE

Art. 39 (Clausola arbitrale) 

Le parti convengono che tutte le controversie eventualmente insorgenti in rapporto al presente statuto, purché relative a diritti disponibili, dovranno essere oggetto di un tentativo di composizione tramite conciliazione, in base alla procedura di conciliazione della Camera di Commercio di Firenze, oppure in base alla procedura di altro organismo di conciliazione iscritto nell’apposito registro tenuto presso il Ministero della Giustizia, scelto su espressa e concorde richiesta delle parti.

Ogni controversia non risolta tramite conciliazione, entro 60 (sessanta) giorni dall’inizio di questa procedura o nel diverso periodo che le parti concordino per iscritto, sarà devoluta alla cognizione di arbitri rituali secondo le disposizioni di cui al D.Lgs. n. 5/03, nominati con le modalità di cui al successivo art. 40 salvo che non sia previsto l’intervento obbligatorio del Pubblico Ministero:

a) tutte le controversie insorgenti tra soci o tra soci e Società che abbiano ad oggetto diritti disponibili, anche quando sia oggetto di controversia la qualità di socio;

b) le controversie relative alla validità delle deliberazioni assembleari;

c) le controversie da Amministratori, Liquidatori o Sindaci, o nei loro confronti.

La clausola arbitrale di cui al comma precedente è estesa a tutte le categorie di soci, anche non cooperatori. La sua accettazione espressa è condizione di proponibilità della domanda di adesione alla Cooperativa da parte dei nuovi soci. L’accettazione della nomina alla carica di Amministratore, Sindaco o Liquidatore è accompagnata dalla espressa adesione alla clausola di cui al comma precedente.

Art. 40 (Arbitri e procedimento)

Gli Arbitri sono in numero di:

a) uno, per le controversie di valore inferiore ad Euro 50.000 (cinquantamila). Ai fini della determinazione del valore della controversia si tiene conto della domanda di arbitrato, osservati i criteri di cui agli artt. 10 e seguenti del Codice di procedura civile;

b) tre, per le altre controversie.

Gli Arbitri sono scelti tra gli esperti di diritto e di settore e sono nominati dalla Camera arbitrale promossa dalla Confcooperative.

In difetto di designazione, sono nominati dal Presidente del tribunale nella cui circoscrizione ricade la sede.

La domanda di arbitrato, anche quando concerne i rapporti tra soci è comunicata alla Società, fermo restando quanto disposto dall’art. 35, comma 1 del D.Lgs. n. 5/03.

Gli Arbitri decidono secondo diritto.

Il lodo non è impugnabile, ad eccezione di quanto previsto dall’art. 36 del D.Lgs. n. 5/2003.

Gli Arbitri decidono nel termine di mesi tre dalla costituzione dell’Organo arbitrale, salvo che essi proroghino detto termine per non più di una sola volta nel caso di cui all’art. 35, comma 2, D.Lgs n. 5/03, nel caso in cui sia necessario disporre una C.T.U. o in ogni altro caso in cui la scadenza del termine possa nuocere alla completezza dell’accertamento o al rispetto del principio del contraddittorio.

Nello svolgimento della procedura è omessa ogni formalità non necessaria al rispetto del contraddittorio. Gli Arbitri fissano, al momento della costituzione, le regole procedurali cui si atterranno e le comunicano alle parti. Essi, in ogni caso, devono fissare un’apposita udienza di trattazione.

Le spese di funzionamento dell’Organo arbitrale sono anticipate dalla parte che promuove l’attivazione della procedura.

Art. 41 (Esecuzione della decisione)

Fuori dai casi in cui non integri di per sé una causa di esclusione, la mancata esecuzione della decisione definitiva della controversia deferita agli Arbitri è valutata quale causa di esclusione del socio, quando incida sull’osservanza dei suoi obblighi nei confronti della Società o quando lasci presumere il venir meno della sua leale collaborazione all’attività sociale.

 

TITOLO VIII

SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE

Art. 42 (Scioglimento anticipato)

L’Assemblea che dichiara lo scioglimento della Società nominerà uno o più Liquidatori stabilendone i poteri ai sensi di legge.

Art. 43 (Devoluzione patrimonio finale)

In caso di scioglimento della Società, l’Assemblea provvede alla nomina di uno o più liquidatori, determinandone i poteri e il compenso.

In caso di cessazione e scioglimento della cooperativa l’intero patrimonio sociale risultante dal bilancio di liquidazione sarà destinato nel seguente ordine:

  • a rimborso del capitale sociale effettivamente versato dai soci ed eventualmente rivalutato a norma del precedente art. 23, lett. c);
  • al Fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, di cui all’art. 11 della Legge 31 gennaio 1992 n. 59.

Solamente se tali fondi non sino in essere la devoluzione potrà essere fatta ad altra ONLUS oppure a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3 c. 190 della Legge n. 662 del 23 dicembre 1996, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

 

TITOLO IX

DISPOSIZIONI GENERALI E FINALI

Art. 44 (Regolamenti)

Il Consiglio di Amministrazione potrà predisporre i regolamenti interni, richiamati dal presente statuto ovvero dalla normativa vigente, o altri che riterrà opportuni per meglio disciplinare il funzionamento della Cooperativa. In tutti i casi i regolamenti verranno sottoposti all’approvazione dell’Assemblea.

Art. 45 (Principi di mutualità, indivisibilità delle riserve e devoluzione)

I principi in materia di riserve indivisibili, di devoluzione del patrimonio residuo e di devoluzione di una quota degli avanzi di gestione annuali ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, sono inderogabili e devono essere di fatto osservati.

Art. 46 (Rinvio)

Per quanto non previsto dal presente statuto, valgono le vigenti norme di legge sulle Società Cooperative sociali previste dalla Legge 381/91.

Per quanto non previsto dal titolo VI del Codice Civile contenente la “disciplina delle società cooperative”, a norma dell’art. 2519 si applicano, in quanto compatibili, le norme delle società a responsabilità limitata.

F.to: Stefano Manzi;

F.to: Mario Piccinini Notaro.

REGISTRATO A FIRENZE 2 IL 3 APRILE 2009 AL NUMERO 3.564.

Io sottoscritto Dottor MARIO PICCININI, residente in Firenze, iscritto al Collegio Notarile dei Distretti Riuniti di Firenze, Prato e Pistoia, attesto che la presente copia e’ conforme all’originale. Copia su supporto informatico conforme all’originale del documento su supporto cartaceo ai sensi dell’art. 23 del D.Lgs. 7 marzo 2005 n. 82.

Copia rilasciata ad uso della CAMERA DI COMMERCIO DI FIRENZE.

ESENTE DA IMPOSTA DI BOLLO ai sensi del Decreto Legislativo 4 dicembre 1997 n. 460. 

Firenze, 3 aprile 2009.