Associazione di volontariato

STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE “LA FONTE”

 

TITOLO I  –  DENOMINAZIONE,  SEDE,  FINALITÀ  E  ATTIVITÀ  SVOLTA

Art. 1)  –  COSTITUZIONE – DENOMINAZIONE – ORGANI

E’ costituita ai sensi della legge 11 agosto 1991, n. 266 (legge quadro sul volontariato) e della legge regionale in materia di volontariato (Legge Regione Toscana 26 aprile 1993 n. 28) una Associazione denominata “La Fonte”, che intende valorizzare in altra forma l’esperienza della “Cooperativa agricola La Fonte di solidarietà sociale”.

La struttura è impostata su base democratica; le cariche associative sono elettive e gratuite.

Gli organi dell’associazione sono:

a) l’Assemblea Generale;
b) il Consiglio Direttivo;
c) il Collegio dei Revisori
d) il Collegio dei Probi Viri

Art. 2)  –  SEDE

L’Associazione “La Fonte” ha sede in Sesto Fiorentino, località Cercina, via D. da Castiglione n. 32.

La sede dell’Associazione può essere trasferita previa delibera del Consiglio in carica.

Art. 3)  –  FINALITA’ – SOGGETTI DESTINATARI

L’Associazione, senza fini di lucro, ed assumendo come esclusivo presupposto la solidarietà sociale, intende perseguire le proprie finalità attraverso l’impegno continuativo da parte dei soci volontari in attività dirette a favorire l’emancipazione sociale e morale, nonchè la piena realizzazione di quanti si trovano in situazioni di emarginazione: in tale prospettiva viene attribuita all’attività lavorativa una fondamentale funzione riabilitativa, di formazione professionale e promozione civile, umana e morale.

L’Associazione si rivolge alla generalità degli individui: potranno fruire delle prestazioni da questa erogate cittadini italiani o stranieri, residenti in Italia o all’estero, di qualunque età, sesso, razza, religione, che non presentino sufficienti capacità di inserimento sociale (handicappati fisici o psichici, carcerati, soggetti in stato di libertà vigilata, tossicodipendenti, malati, extracomunitari, nomadi, anziani, disoccupati, soggetti in cerca di prima occupazione, individui a rischio di devianza o disadattamento, bambini in stato di abbandono ecc.).

Art. 4)  –  ATTIVITÀ

Le attività svolte dall’Associazione, in relazione al conseguimento degli scopi statutari, sono così individuate:

a) promozione di attività occupazionali -lavorative, esclusivamente finalizzate alla riabilitazione, al recupero e -alla formazione dei soggetti individuati all’art. 3, II comma del presente statuto. I prodotti risultanti da tale attività saranno utilizzati all’interno dell’Associazione o alienati a terzi (privati, imprese, enti) nel rispetto e secondo le modalità di cui ai commi II e IV dell’art. 8 L. 266/91.

Le attività di cui sopra sono così individuate:

  • settore agricoltura e foreste: produzione, raccolta, conservazione e trasformazione di ortaggi, frutti, fiori, piante, foraggi; impianto e manutenzione di serre e vivai; manutenzione di appezzamenti di terreno, aree agricole, boschi, cimiteri, giardini e parchi;
  • settore allevamento: allevamento di bestiame ed animali da cortile, pesca, apicoltura, nonché lavorazione, trasformazione e conservazione dei prodotti relativi;
  • settore artigianato: lavorazione di metalli, legno, pelle, ceramica, stoffa, lana ecc.;
  • settore servizi: prestazioni nell’ambito di rimessaggi, autolavaggi, centri di soggiorno, campeggi, colonie; servizi di manutenzione, riparazione, vigilanza ecc.;
  • ogni altra attività congeniale alle capacità degli utenti nei limiti delle possibilità dell’Associazione (disegno, pittura, scultura, cucito, ricamo, ecc.);

b) promozione e gestione di comunità residenziali, comunità alloggio, centri diurni ed estivi a favore di soggetti in stato di necessità;

c) gestione e promozione di centri di assistenza con servizio mensa, distribuzione di vestiario ed altri effetti personali, assistenza medica e psicologica, eventuali contributi e/o sussidi, anche economici, agli assistiti;

d) avvio di iniziative per l’orientamento, l’informazione ed il sostegno culturale e sociale;

e) promozione di attività sportive e ricreative;

f) gestione di attività di vigilanza per la protezione civile, antincendio e per la tutela ecologica;

g) avvio di attività di ricerca, studio, promozione culturale;

e) organizzazione di manifestazioni, incontri, dibattiti, mostre e convegni sui temi di interesse dell’Associazione descritti nel presente statuto.

Nello svolgimento delle attività sopra descritte l’Associazione si impegna al rispetto delle norme emanate dallo Stato e dalla Regione in materia dei singoli interventi (servizi, parametri, locali, sicurezza, professionalità e tenuta amministrativa).

Art. 5)  –  DURATA

La durata dell’associazione è stabilita al 31 dicembre 2050.

TITOLO II  –  REGIME  PATRIMONIALE

Art. 6)  –  PATRIMONIO DELL’ASSOCIAZIONE

L’associazione trae le risorse economiche per il proprio funzionamento e per lo svolgimento della propria attività da:

a) contributi degli associati;

b) contributi di privati;

c) contributi dello Stato, di enti o di istituzioni pubbliche finalizzati esclusivamente al sostegno di specifiche e documentate attività o progetti;

d) contributi di organismi internazionali;

e) donazioni e lasciti testamentari;

f) rimborsi derivanti da convenzioni;

g) entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali ai sensi della L. 266/1991.

Il patrimonio dell’Associazione è amministrato dal Consiglio Direttivo, secondo le direttive impartite dall’Assemblea generale e sotto la sorveglianza del Collegio dei Revisori.

In caso di scioglimento od estinzione dell’associazione i beni che residuano dopo l’esaurimento delle operazioni di liquidazione sono devoluti ad altre organizzazioni di volontariato costituite ai sensi della L. 266/1991 ed operanti nel medesimo settore di attività o in settore similare. Le modalità della devoluzione verranno stabilite dall’Assemblea Generale dell’Associazione con propria deliberazione,

Art. 7)  –  BILANCIO

L’attività dell’Associazione, a fini amministrativo-gestionali, è divisa in esercizi, che si chiudono al 31 dicembre di ogni anno.

Alla fine di ogni esercizio il Consiglio Direttivo provvede alla redazione del bilancio, con l’inventario delle consistenze patrimoniali dell’Associazione.

Dal bilancio devono risultare con chiarezza e precisione i beni di pertinenza dell’Associazione, nonché i contributi e i lasciti ricevuti dall’Associazione nel corso dell’esercizio.

Il bilancio deve essere accompagnato da una relazione compilata dal Consiglio Direttivo che indichi specificamente i criteri seguiti nella gestione dell’Associazione per il conseguimento degli scopi statutari.

Il bilancio deve essere presentato per l’approvazione all’Assemblea generale ordinaria entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio. Quando particolari esigenze lo richiedano, il bilancio potrà essere approvato nel termine di sei mesi dalla chiusura dell’esercizio.

Art. 8)  –  ACQUISIZIONE ED IMPIEGO DELLE RISORSE – CONVENZIONI

Le entrate saranno impiegate esclusivamente per il conseguimento degli scopi statutari e per il funzionamento dell’Associazione. Una parte di queste potrà essere destinata ad offerte, sussidi economici, incentivi, contributi agli utenti dei servizi dell’Associazione; l’importo loro corrisposto sarà documentato da ricevuta dell’utente o di suo familiare o tutore.

Tutte le operazioni economiche, amministrative e contabili devono essere controllate dal Consiglio Direttivo in carica secondo un regolamento che lo stesso Consiglio approverà.

Le convenzioni stipulate con enti pubblici o soggetti privati, singoli o organizzati in forma di associazione, dovranno prevedere analiticamente il rimborso spese convenuto, senza alcun utile aggiuntivo.

TITOLO III -UTENTI. SOCI ED ASSOCIATI

Art. 9)  –  REGIME PREVIDENZIALE DEGLI UTENTI

Gli utenti dei servizi dell’Associazione, individuati nell’art. 3 II comma del presente Statuto, sono assicurati ai sensi di legge con polizza assicurativa cumulativa.

Costoro non sono tenuti al rispetto di alcun obbligo nei confronti dell’Associazione, salvo quello di rispettare lo statuto ed il regolamento.

L’attività svolta dagli utenti nell’ambito dell’Associazione non costituisce oggetto di un rapporto di lavoro dipendente o autonomo: lo svolgimento delle attività suddette ha infatti finalità esclusivamente riabilitative ed assistenziali.

Gli utenti non occasionali saranno segnalati ed assegnati all’Associazione, con apposita convenzione, dagli enti pubblici preposti, previo accordo con la famiglia o con il tutore, qualora si tratti di soggetti minorenni o incapaci.

Art. 10)  –  SOCI ED ASSOCIATI

All’Associazione possono aderire tutti i soggetti che, accettando lo statuto, il regolamento e la polizza assicurativa, intendono contribuire come volontari al raggiungimento degli scopi statutari.

La domanda di ammissione deve essere presentata al Consiglio Direttivo in carica che delibererà, entro novanta giorni, ad insindacabile giudizio, l’accettazione o meno del nuovo socio.

I soci si distinguono in:

  • soci fondatori;
  • soci onorari;
  • soci effettivi;
  • soci sovventori;
  • associati.

Si considerano associati coloro che non hanno completato almeno tre anni di volontariato attivo nell’ambito dell’Associazione.

L’ammissione di soci onorari è deliberata dal Consiglio Direttivo in relazione a particolari meriti acquisiti.

Il diritto di voto in assemblea e la partecipazione agli altri organi dell’Associazione sono riservati ai soci fondatori, onorari ed effettivi.

Coloro che aderiscono all’Associazione non percepiscono remunerazione di alcun genere in relazione all’attività prestata nell’ambito dell’Associazione medesima; debbono essere comunque assicurati contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell’attività stessa, nonché per la responsabilità civile verso terzi.

L’Associazione opera attraverso i servizi resi gratuitamente dai volontari.

Ciò vale anche per gli eletti alle cariche sociali. L’eventuale ricorso al personale dipendente o libero professionale potrà -previa delibera del Consiglio Direttivo -avvenire nei limiti e ai sensi dell’art. 3 comma Il 9 Legge Regionale 28/1993.

Nel caso in cui, per particolari esigenze tecnico-organizzative, si dovesse rendere necessaria l’assunzione in qualità di lavoratore subordinato di uno o più soci, costui o costoro verranno sospesi dalla loro qualità di soci per tutto il tempo in cui permarrà il vincolo di lavoro dipendente. In tale periodo l’esercizio dei diritti di partecipazione alla vita dell’Associazione viene di conseguenza sospeso.

TITOLO IV  –  L’ASSEMBLEA GENERALE

Art. 11)  –  FUNZIONI, MODALITÀ DI CONVOCAZIONE, DIRITTO DI PARTECIPAZIONE

L’Assemblea Generale dei soci rappresenta l’universalità dei soci e le sue deliberazioni prese in conformità della legge e del presente statuto vincolano tutti i soci, ancorchè assenti o dissenzienti.

L’Assemblea è convocata dal Presidente dell’Associazione almeno una volta l’anno entro il 30 aprile mediante avviso scritto inviato per raccomandata a ciascun associato almeno dieci giorni prima della data fissata per l’adunanza.

L’avviso può prevedere una seconda convocazione per il caso che la prima risulti deserta; la seconda convocazione deve essere fissata a non prima del giorno successivo o a non meno di dodici ore dalla prima.

Il Consiglio Direttivo è tenuto a convocare l’assemblea quando ne sia richiesta:

  • dal Collegio dei Revisori;
  • oppure da almeno un quinto dei soci;
  • oppure da un terzo dei Consiglieri,

a condizione che nelle richieste siano indicati gli argomenti da trattare.

Hanno diritto di intervento in assemblea i soci fondatori, onorari ed effettivi. In assemblea ciascun socio può farsi rappresentare da altro socio avente diritto a parteciparvi che non rivesta la qualifica di membro del Consiglio Direttivo o del Collegio dei Revisori.

Art. 12)  –  COMPITI – REQUISITI DI VALIDITÀ DELLE DELIBERAZIONI

L’assemblea è straordinaria quando delibera sulle proposte di modifica del presente statuto o sullo scioglimento dell’Associazione. E’ ordinaria in tutti gli altri casi.

Le riunioni dell’Assemblea Generale ordinaria sono valide in prima convocazione quando sia presente o rappresentata almeno la maggioranza dei soci aventi diritto a parteciparvi. In seconda convocazione le riunioni sono valide qualunque sia il numero dei soci presenti o rappresentati.

Per la validità delle riunioni dell’Assemblea generale straordinaria, tanto in prima quanto in seconda convocazione, è necessaria la presenza o la rappresentanza di più della metà degli aventi diritto.

Anche in difetto di formale convocazione l’assemblea è validamente costituita qualora siano presenti tutti i soci aventi diritto a parteciparvi, tutti i componenti del Consiglio Direttivo e tutti i membri del Collegio dei Revisori.

Le delibere dell’Assemblea generale ordinaria sono approvate a maggioranza dei votanti. Le deliberazioni dell’Assemblea generale straordinaria richiedono il voto favorevole di almeno i tre quinti dei soci presenti.

Art. 13)  –  MODALITA’ DI FUNZIONAMENTO

L’Assemblea generale è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo o in caso di assenza o di temporaneo impedimento, dal membro più anziano in carico del Consiglio Direttivo.

Le deliberazioni dell’Assemblea generale vengono fatte risultare da appositi verbali firmati dal presidente e dal segretario della seduta.

Il Presidente determina di volta in volta le modalità delle votazioni. Dovrà essere adottata la votazione a scrutinio segreto per la nomina dei membri del Consiglio, del Collegio dei Revisori e del Collegio dei Probiviri ed in tutti i casi in cui la votazione riguardi specifiche persone.

TITOLO V  –  IL CONSIGLIO DIRETTIVO

Art. 14)  –  COMPITI – COMPOSIZIONE

L’amministrazione dell’Associazione è affidata ad un Consiglio Direttivo, formato da un minimo di tre membri ad un massimo di cinque membri.

Il Consiglio, ove non vi abbia provveduto l’Assemblea generale in sede di elezione, nomina nel suo seno il Presidente.

I membri del Consiglio durano in carica tre anni e sono rieleggibili. Nessun compenso è loro dovuto per lo svolgimento dell’attività di gestione e di amministrazione dell’Associazione, salvo il rimborso delle spese sostenute.

Art. 15)  –  CONVOCAZIONE  –  DELIBERAZIONI

Il Consiglio è convocato dal Presidente nella sede sociale o in altro luogo,  mediante avviso informale diramato almeno tre giorni prima della data prevista per la riunione.

La convocazione avviene ogniqualvolta il Presidente lo ritenga necessario, o quando almeno un terzo dei consiglieri lo richieda.

Le riunioni del Consiglio sono valide quando siano presenti la metà più uno dei suoi membri; le votazioni sono prese a maggioranza dei presenti ed in caso di parità prevale il voto del Presidente.

Se nel corso dell’esercizio vengono a mancare uno o più membri del Consiglio l’Assemblea generale provvede alla loro sostituzione.

Art. 16)  –  POTERI DEL CONSIGLIO – DELEGA

Il Consiglio Direttivo provvede a quanto necessario per il raggiungimento dei fini statutari, secondo le direttive indicate dall’Assemblea generale dell’Associazione.

In particolare:

a) è investito di tutti i più ampi poteri per la gestione ordinaria dell’Associazione e per la sua rappresentanza in giudizio in persona del Presidente, su delibera del Consiglio;

b) cura l’esecuzione di tutte le delibere assembleari;

c) elabora e predispone i bilanci da presentare alla discussione e all’approvazione dell’Assemblea generale, con l’osservanza delle vigenti norme di legge,

d) delibera su tutti i rapporti contrattuali che interessano l’Associazione, sulla stipula di contratti di qualunque natura e contenuto, compresi i contratti di compravendita immobiliare, di mutuo, di finanziamento, di consenso a iscrizioni ipotecarie sui beni dell’Associazione, di compra e di vendita di beni mobili, compresi quelli iscritti in pubblici registri;

e) assume e licenzia i dipendenti, fissandone le mansioni e le retribuzioni, ai sensi del comma Il art. 3 Legge Regione Toscana 28/1993;

f) delibera su qualsiasi argomento attinente all’amministrazione dell’Associazione.

Il presidente del Consiglio Direttivo, su delibera del Consiglio medesimo, rappresenta l’Associazione di fronte a terzi ed in giudizio. E’ peraltro, autorizzato, anche in assenza di specifica delibera consiliare, a riscuotere somme dovute all’Associazione da soggetti privati o da enti pubblici con facoltà di rilascio di ampia e liberatoria quietanza.

Il Consiglio Direttivo ha facoltà di nominare un Vice-Presidente, destinato a sostituire il Presidente in tutti i casi di assenza o di impedimento.

Il Consiglio può delegare, nei limiti consentiti dalla legge, i suoi poteri o parte di essi al presidente e/o a uno o due consiglieri delegali. Nei limiti della delega ciascuno avrà la rappresentanza dell’Associazione di fronte ai terzi.

Il Consiglio può individuare tra i volontari o tra i dipendenti una figura che, senza alcuna remunerazione specifica o riconoscimento di qualifica, assume l’incarico di direttore tecnico.

TITOLO VI  –  COLLEGIO DEI REVISORI

Art. 17)  –  NOMINA E DURATA IN CARICA

L’Assemblea generale nomina un collegio di tre revisori dei conti, fra i quali uno con funzioni di presidente.

I membri del collegio durano in carica tre anni e sono rieleggibili.

Art. 18)  –  FUNZIONI DEL COLLEGIO

I revisori dei conti curano il controllo delle spese, sorvegliano la gestione amministrativa e ne riferiscono all’Assemblea generale.

Il collegio si riunisce almeno due volte l’anno. Una di tali riunioni sarà tenuta nel mese che precede quello in cui l’Assemblea generale sarà chiamata ad approvare il bilancio d’esercizio.

TITOLO VII  –  COLLEGIO DEI PROBIVIRI

Art. 19)  –  NOMINA E FUNZIONI

L’Assemblea generale nomina ogni tre anni il collegio dei probiviri, formato da tre membri.

Tutte le eventuali controversie che dovessero insorgere tra i soci in relazione al rapporto associativo, oppure tra i soci e l’Associazione o i suoi organi, saranno devolute alla cognizione di detto collegio, che giudicherà ex bono et aequo senza formalità di procedura. E’ escluso il ricorso ad ogni altra giurisdizione.

TITOLO VIII – NORME FINALI E GENERALI

Art. 20)  –  NORMA TRANSITORIA

L’Associazione, fino allo scioglimento formale della “Cooperativa Agricola La Fonte di Solidarietà Sociale a r .I.”, deliberato ai sensi di legge dagli organi sociali, opererà in collaborazione con essa, stabilendo opportune modalità e tempi per il passaggio delle competenze.

Art. 21)  –  SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE

In caso di scioglimento l’Assemblea designerà uno o più liquidatori determinandone i poteri, e stabilendo altresì le modalità di devoluzione del patrimonio residuo ai sensi dell’art. 5 comma IV L. 266/1991.

Art. 22)  –  REGOLAMENTO INTERNO

Particolari norme di funzionamento e di esecuzione del presente statuto potranno essere eventualmente disposte con regolamento interno da elaborarsi a cura del Consiglio Direttivo, soggetto ad approvazione da parte dell’Assemblea Generale ordinaria.

Art. 23)  –   NORMA DI RINVIO

Per tutto quanto non è previsto dal presente statuto si fa espresso rinvio alle norme di legge, con particolare riferimento alla Legge Quadro sul volontariato n. 266/91, ed ai principi generali dell’ordinamento giuridico italiano.

Letto, confermato e sottoscritto.